Generalmente tutti coloro che svolgono attività abituale e continuativa con un numero registrato di Iva, appunto titolari di partita Iva, possono detrarre le spese relative al mantenimento e al raggiungimento dell’attività stessa, seguendo alcune regole.

Una prima regola è il rispetto dei principi di effettività, inerenza e congruità. Questo significa che i costi, per essere detraibili dal reddito imponibile, devono essere strumentali all’attività cui fa riferimento il numero Iva, ovvero sostenuti esclusivamente per l’esecuzione dell’attività e per generare guadagno per l’attività svolta.

La detrazione dell’Iva segue poi il principio di cassa, per cui fiscalmente le spese vengono dedotte nell’esercizio in cui viene registrato l’esborso monetario, per tale motivo, quando si acquista un bene, un servizio o una prestazione a fronte di pagamento va emessa fattura o scontrino da parte dell’esercente. Dal 2019 si parla sempre più di scontrino elettronico e fattura elettronica, al fine di tracciare le spese e ridurre l’evasione fiscale.

L’evidenza è che non può essere dedotta alcuna spesa se non viene dimostrata con scontrino o fattura indicante il codice fiscale del professionista e che poi dovrà essere contabilizzata posteriormente nell’IRPEF. Per il carburante, dal 1° gennaio 2019 è obbligatoria la fattura elettronica, al fine di procedere alla deducibilità delle spese di carburante e alla detrazione dell’IVA, da parte di imprese e liberi professionisti titolari di partita Iva.

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